Microchirurgia Refrattiva:
Correzione laser
e chirurgica
dei difetti refrattivi
" Se la letteratura non basta ad assicurarmi che non stò solo
inseguendo dei sogni, cerco nella scienza alimento per le mie visioni, nelle quali ogni
pesantezza viene dissolta.
Penso ad una possibile pedagogia dellimmaginazione, che abitui a
controllare la propria visione senza soffocarla
I. Calvino
I difetti di refrazione:
Locchio umano può essere schematicamente
approssimato ad una macchina fotografica, in cui si distingue una parte ottica, diottro
oculare: cornea cristallino vitreo ed una parte sensibile rappresentata
dalla retina.
Il diottro oculare focalizza le immagini del
mondo esterno sulla retina che le trasforma in impulsi nervosi e li trasmette attraverso
il nervo ottico e le vie centrali alla corteccia visiva.
Se le dimensioni dellocchio sono
giustamente proporzionate rispetto al potere del diottro oculare, una immagine posta
allinfinito viene focalizzata esattamente sul piano retinico e locchio si
definisce emmetrope.
Se la lunghezza del bulbo oculare risulta
eccessiva rispetto al potere del diottro oculare limmagine verrà focalizzata in un
piano anteriore a quello retinico e locchio sarà definito miope; in questo
caso, perché limmagine possa cadere sul piano retinico ed il soggetto la possa
quindi percepire nitida, occorre avvicinare loggetto osservato.
In Italia i miopi sono circa 15 milioni.
La miopia può essere congenita e nella
maggioranza dei casi si manifesta entro i 25 anni di età.
Vi sono diverse forme di miopia:
- miopia leggera: al di sotto delle 3 diottrie;
- miopia media: fino a 8-10 diottrie; può
accompagnarsi a modificazioni del fondo oculare;
- miopia elevata: oltre le 10 diottrie;
rappresenta il più grave difetto refrattivo ed una delle più diffuse cause di
ipovedenza. Infatti, molto spesso sono presenti alterazioni a carico della retina, coroide
e nervo ottico che possono ulteriormente compromettere la qualità della funzione visiva.
La correzione ottica della miopia consiste
nellapplicazione di una lente negativa (occhiale o lente a contatto), capace di
ricondurre il fuoco dellimmagine sul piano retinico.
La dipendenza nei confronti dellausilio
ottico diventa importante già a partire dalle 2 3 diottrie. Infatti lacuità
visiva naturale di un miope con 3 diottrie passa da 10/10 a circa 1/10.
La correzione con occhiale risulta accettabile
solo per miopie di grado minore, perché le lenti per occhiali di potere elevato
comportano necessariamente una serie di limitazioni funzionali importanti:
rimpicciolimento e instabilità dellimmagine, contrazione del campo visivo e del
campo di sguardo.
Per questi motivi, la prima indicazione a partire
dalle 34 diottrie, è rappresentata dalle lenti a contatto, che offrono una
gratificante correzione naturale e ben si adattano alle esigenze della vita moderna.
Purtroppo non tutti i pazienti riescono a
portarle con successo e dopo alcuni anni la percentuale delle intolleranze aumenta
sensibilmente.
Se le dimensioni del bulbo sono troppo piccole
rispetto al potere del diottro oculare, la focalizzazione di immagini proveniente
dallinfinito avviene su di un piano posteriore rispetto a quello retinico: ipermetropia.
Nei soggetti di età inferiore ai 40 anni questo difetto viene compensato entro certi
limiti con il meccanismo dell accomodazione, che produce un aumento di potere del
cristallino; la eccessiva attività accomodativa che si viene così a determinare può
produrre sintomi di stanchezza quali cefalea, visione indistinta, visione fluttuante,
sintomi che naturalmente si accentuano nellapplicazione prolungata per vicino.
La correzione dellipermetropia avviene
mediante lenti positive, da occhiale o da lente a contatto.
Quando esiste una asimmetria nella curvatura dei
diottri oculari, più frequentemente della cornea, le immagini saranno proiettate su due
distinte linee di fuoco: astigmatismo. I difetti astigmatici vengono corretti
mediante lenti cilindriche, negative se lastigmatismo è miopico, positive se è
ipermetropico.
A partire dai 40 anni il cristallino perde
progressivamente la propria capacità accomodativa producendo una crescente difficoltà
alla lettura, presbiopia, che nellemmetrope e nellipermetrope viene
corretta con laggiunta di lenti positive e nel miope con la riduzione del potere
della lente.
Il miglioramento dello stile di vita che si è
verificato in questi ultimi 30 anni e il crescente desiderio di emancipazione da
tradizionali forme di dipendenza ha promosso in campo internazionale lo sviluppo di
tecniche microchirurgiche finalizzate ad offrire lindipendenza dallausilio
ottico ed una gratificante visione naturale.
La moderna microchirurgia refrattiva si è
sviluppata a partire dalla fine degli anni 70 e grazie al continuo perfezionamento
delle tecniche microchirurgiche ed allintroduzione del laser ad eccimeri, permette
oggi di affrontare con successo la quasi totalità dei difetti refrattivi.
Lesecuzione di queste metodiche richiede,
come per ogni intervento chirurgico, la firma di un regolare consenso informato da parte
del paziente.
Cheratotomia radiale:
viene praticata sulla
cornea una serie di incisioni di numero variabile in rapporto al grado di miopia. Questa
tecnica ha conosciuto unampia diffusione ed ha trovato la sua principale indicazione
nella miopia fino a 7-8 diottrie. Con la diffusione del laser ad eccimeri la cheratotomia
radiale è stata progressivamente abbandonata.
Laser ad eccimeri PRK
(Photo Refractive Keratectomy):
consiste nel
rimodellamento della curvatura dellocchio mediante lutilizzo di un laser ad
eccimeri, che produce una radiazione ultravioletta (193 nanometri), coerente, pulsata,
graduata, di qualche milionesimo di secondo. Ogni pulsazione è in grado di asportare una
quantità minima di tessuto, provocando la rottura dei ponti molecolari e conseguente
vaporizzazione del tessuto corneale. Il raggio laser è controllato da un sofisticato
programma computerizzato che regola sia i parametri di emissione che lestensione
dellarea da sottoporre a trattamento.
La localizzazione del trattamento varia in
relazione al difetto refrattivo: centrale in casi di miopia, paracentrale in caso di
ipermetropia e distribuito prevalentemente lungo un asse in caso di astigmatismo.
Nei laser di terza generazione larea
trattata in caso di miopia è di 9 mm. e lo spessore ablato risulta inferiore a 120
microns, pari al 20 % dello spessore corneale. La penetrazione della radiazione
allinterno della cornea, è di soli 1-3 microns, per cui gli effetti secondari sono
pressochè "impossibili", sia a livello della cornea che degli altri tessuti
oculari. La sicurezza di questo trattamento è dovuta in buona parte a questa estrema
capacità di focalizzazione della radiazione laser.
Il trattamento viene indicato in soggetti di età
superiore ai 21 anni.
Con il laser ad eccimeri oggi possiamo trattare:
- miopia: tra 1 e 14 diottrie;
- ipermetropia: tra 1 e 4 diottrie;
- astigmatismo: tra 1 e 4 diottrie.
I criteri di selezione comprendono:
- età superiore ai 21 anni;
- difetto refrattivo stabile da almeno 12 mesi.
La PRK viene controindicata in caso di:
 | Patologie corneali: opacità, cheratocono, cheratite erpetica |
 | Glaucoma in fase avanzata |
 | Malattie autoimmuni e immuno-endocrine |
 | Gravidanza in atto e allattamento. |
Il trattamento viene eseguito ambulatoriamente in
anestesia topica (collirio).
La prima fase del trattamento consiste
nellasportazione dellepitelio corneale in corrispondenza della zona da
trattare. Successivamente viene applicato un anello, con lo scopo di assicurare
limmobilità del bulbo oculare durante il trattamento. La scansione laser si protrae
per qualche minuto in rapporto al grado del difetto refrattivo.
Il trattamento è assolutamente indolore; subito
dopo viene applicata una lente a contatto terapeutica, con lo scopo di proteggere la zona
disepitelizzata.
Durante la prima notte il paziente può avvertire
sensazione di corpo estraneo, iperlacrimazione, fotofobia, dolore nevralgico. In caso di
necessità il paziente può assumere un antidolorifico o un blando sedativo.
A distanza di 3-4 giorni dal trattamento viene
tolta la lente terapeutica e dopo 7 giorni viene controllata lavvenuta
riepitelizzazione della cornea.
Da questo momento il visus migliora
progressivamente ed il risultato stabile e definitivo viene raggiunto dopo 4-6 mesi.
Effetti collaterali delle prime settimane comprendono: fotofobia, fluttuazione del visus,
aloni intorno alle sorgenti luminose.
Nel 3-5% dei pazienti trattati, soprattutto con
miopia elevata, può rendersi necessario un "ritocco" laser, che potrà essere
effettuato a distanza di 6 mesi dal trattamento.
Studi recenti hanno dimostrato che nel 75% dei
casi viene assicurata una tolleranza non superiore ad 1 diottria.
La correzione ottenuta è stabile nel tempo.
Nei casi di miopia elevata, indipendentemente dal
trattamento e in rapporto al progressivo allungamento del bulbo oculare, può svilupparsi
una progressiva modesta miopizzazione (1-3 dt).
Il principale effetto collaterale del trattamento
è una opacità cicatriziale centrale della cornea ("haze"). Tale opacità,
spesso non percepita dal paziente, ma visibile alla lampada a fessura, scompare nel giro
di qualche mese con lausilio di colliri steroidei . Altre volte può essere di grado
più marcato con temporanea riduzione dellacuità visiva; solo in rari casi viene
indicato un trattamento di "lisciatura" a distanza di circa 12 mesi dal
trattamento.
Indispensabile in tutti i casi è il "test
di simulazione", che viene praticato prima del trattamento: con laiuto di
occhiali o con lenti a contatto viene "simulato" il risultato finale allo scopo
di fornire al paziente una informazione diretta e completa.
Questo test risulta di particolare utilità
quando sono presenti lesioni del fondo oculare, perché il paziente può rendersi
realmente conto che il trattamento è solo di natura ottica e pertanto non può
"migliorare" preesistenti lesioni del tessuto retinico.
Nel nostro Paese si è passati da 5000 interventi
refrattivi del 1995 ai 40.000 del 1998 e in campo internazionale sono previsti 1.000.000
di trattamenti entro lanno.
Nei casi in cui lesigenza
allintervento è dettata dalla partecipazione concorsuale, l'interessato dovrà
informarsi circa le caratteristiche visive richieste dal bando.
LASIK: (laser in situ Keratomileusis):
prevede lasportazione di un lembo di
tessuto corneale mediante microcheratometro, il successivo trattamento mediante laser ad
eccimeri del tessuto corneale stromale sottostante ed infine il riposizionamento del lembo
corneale senza uso di suture.
Viene utilizzata nelle miopie fino a 20 dt.
Il recupero visivo è più rapido rispetto alla
Prk, ma più elevato è il rischio chirurgico e la incidenza delle complicanze anche a
distanza.
CHIRURGIA DEL CRISTALLINO:
Consiste
nellasportazione del cristallino trasparente e nellimpianto di una lente
graduata allinterno del sacco capsulare (CLE), oppure nellinserimento in
camera anteriore o posteriore (ICL) di una lentina intraoculare senza asportare il
cristallino .
Viene utilizzata nelle miopie di grado elevato
(oltre le 15 dt) e nei casi in cui il laser ad eccimeri viene controindicato.
Entrambe le tecniche vengono proposte in regime
ambulatoriale.
Le complicanze di ICL sono: glaucoma secondario,
erosione delliride, instabilità della lente, cataratta secondaria; in caso di CLE
è previsto un aumentato rischio di distacco di retina.
Entrambe le metodiche prevedono una accurata
azione preventiva soprattutto nei confronti di: distacco di retina e glaucoma.
Questa azione preventiva si traduce nella
necessità di controllare il paziente due volte allanno ed è valida in tutti i casi
di miopia elevata, indipendentemente dallintervento.
Il recupero funzionale con entrambe le metodiche
è straordinariamente accurato (tolleranza 1 dt) e si completa nellarco di 2
3 settimane. |